THE BOP'S BRIGADE
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martedì, 31 maggio 2005
 
The Girl With Kryptonite Eyes
(la minore, arpeggiato, moderato overdrive valvolare, sottile elettricità, feedback controllato, un do qua e la, ogni tanto. Come corpi nudi che si cercano. E si trovano.)
Vorrei che mi vedessi suonare. Tu sai il perché. In silenzio, non diciamo una parola, solo ci stringiamo giusto un po’, quanto basta per sentire che ci siamo. Quando il volume si alza e tutto diventa più reale..
(la sezione ritmica fa il suo ingresso senza domandare. Prepotente, incalza in due quarti. E’ una specie di inseguimento. Una questione di ormoni e sensazioni. Li sfido. Acchiappatemi, se potete)
Vorrei che mi vedessi suonare. Capiresti molto. Oh si. Molto. Strappare accordi casuali con furia magnetica e disperata. E’ quello che mi riesce meglio. Maltrattare una chitarra per dimostrarle che la amo. Ragazza dagli occhi di kryptonite.
(double stop sul la, arditismi e spericolatezze sonore, confusione di umori ed elettricità manifesta. sensazione di catastrofe imminente, feedback incontrollabile prima della resa, sensi che si risvegliano e scoprono piaceri primordiali, sopiti sotto secoli di silenzio)
Quando vedi quella luce negli occhi saprai che sono io. Tutto accade così rapidamente che nemmeno i sensi, solitamente lesti e all’erta, hanno il tempo di accorgersi di niente. Non si tratta di nulla che hai mai sperimentato prima. Non c’è granchè di che intellettualizzare. Si chiama forza bruta, Raw Power. È come se un sentore di minaccia aleggiasse tutt’intorno. Ti guardi alle spalle, c’è silenzio, ma sai, ne sei consapevole, di non essere al sicuro. Ragazza dagli occhi di kryptonite che giochi col fuoco.
(all’unisono.il basso e le chitarre. La batteria incalza. Le voci si sforzano, si arrochiscono. Le note fluttuano incontrollabiil, la carne ha la meglio sulla volontà)
 C’è qualcosa di perfido che non riesci a mettere a fuoco, una rantolo da bestia ferita pronta ad attaccare per difendere la vita, un brontolio sordo di tempesta che si avvicina inesorabile. Alla fine esplode, e trascina tutto in un vortice. Non è colorato, questo vortice. E’ verde. Verde kryptonite.
(si arriva alla fine, stremati, ansimanti, bagnati. Col ghigno in viso ed i capelli sugli occhi. Sudore e corpi devastati. Dalla fatica. E dal piacere)
 
Garantisce Mister TheGoblin | maggio 31, 2005 00:30 | commenti (13)


lunedì, 23 maggio 2005
 

Antonio Montinari

 Vito Schifani

 Rocco Di Cillo

 Francesca Morvillo Falcone

 Giovanni Falcone

Era il 23 maggio del 1992

QUESTO BLOG NON DIMENTICA.

Garantisce Mister TheGoblin | maggio 23, 2005 00:38 | commenti (10)


giovedì, 19 maggio 2005
 
Jeans. Stivali. Giubbotto. Casco e guanti. Nessuna esitazione. Di corsa in garage, chè Alice ha voglia. E anche io ne ho. Un casino di voglia, cazzo. Come disertare quelle tre, quattro ore di pieghe-orecchie-per-terra ed ingarellamenti su queste cazzo di strade che nemmeno se le avessero disegnate apposta sarebbero riusciti a costruirle più adatte a lei?. E quindi esco. E via che ci si immette nello scarso traffico delle due e mezza di sabato pomeriggio, bello come il sole, tutto nero, fico come pochi, sornione finchè non si esce dal traffico, e la litoranea, ed il panorama più bello del mondo, ed i colori e gli odori della primavera che chissà perchè da nessun'altra parte sono così vivi. Le case diventano più rade, si abbassa la visiera, le spalle si inarcano, il motorone qui tra le mie gambe si risveglia e dal brontolio trotterellante che aveva prima comincia ad ululare, prima rauco poi a pieni polmoni. Seconda a dodicimila giri, terza senza frizione, la ruota anteriore a dieci centimetri da terra, lo sterzo leggero, il paesaggio che diventa sfocata macchia di colore. Ed il vento che ti viene contro. Un uragano. Riprendo il controllo solo un paio di metri prima della curva. Culo spostato sulla sella, tutto fuori, verso l'interno e punta dello stivale sulla pedana. Vai che si piega. Non sembra voler finire mai, la curva. Sfido le leggi della fisica ed apro il gas. Alice sorride. Anzi, ghigna. E mi ringrazia scatenando cavalli su cavalli. Muove il culo. La gomma non ce la fa, sollecitata dai centodieci stalloni che ho qui, nel motore. Virgola nera in uscita di curva, imbizzarrita tenta di disarcionarmi e lascia due dita di copertone sull'asfalto. L'addomestico. Non è cattiva, lo fa per mettermi alla prova. Brava Alice. Continuo, veloce come il lampo, il mare a strapiombo sulla destra, la montagna sulla sinistra. Curve. Tante, bellissime. Sudo dentro il casco, impegnato come un Wayne Gardner meno cattivo, un Kevin Schwantz meno fuori di testa, un Giancarlo Falappa meno assatanato. Rettilineo, accucciato sul serbatoio, distolgo lo sguardo dalla strada giusto il tempo necessario per vedere il display correre forte oltre i centosettantotto, poi ritorno con gli occhi sulla strada. Non voglio saperlo, a quanto sto andando. Sono in fase di decollo, in quinta a diecimila giri. Ce ne vanno altri duemila. E poi c'è la sesta. Velocità warp, capitano Kirk. Eccola lì, la curva. Mi sollevo a l’aria mi investe come un muro. Sesta, quinta. Compenso la scalata con rapidi, secchi colpi d'acceleratore. Come mitragliate. Abbandono l'aerodinamicissima posizione e mi espongo all'aria, la contrasto con le vene del collo gonfie e le spalle larghe tipo Jack La Motta. “Minchia – penso – fico!”. Quarta, terza, strizzo il freno davanti e sento la ruota posteriore che vuole superarmi. Alice serpeggia in inserimento. Mostra carattere, e pretende che ne mostri altrettanto io. “Stammi dietro se ce la fai”, mi dice”. Sorrido e accolgo la sfida. Non difettiamo certo, a coglioni. Rilascio i freni l'istante prima della piega. E giù. Più giù. Ancora. Mi sfidi?. E sia. Centotrenta, in piega, ginocchio a terra. Rido, sotto il casco. Oh Yeah. All Right. E' tutto quello che mi riesce di pensare. Apro forte in uscita e la ruota anteriore punta verso il cielo. Oh Yeah. All Right.
Garantisce Mister TheGoblin | maggio 19, 2005 15:45 | commenti (9)


sabato, 14 maggio 2005
 
If everything seems under control, you’re not going fast enough”. L’ha detta Mario Andretti,un bel po’ d’anni fa, e non mi sembra che al mondo ci sia una verità altrettanto incontestabile. Perché di velocità Mario Andretti è uno che se ne intendeva. Uno per il quale Indianapolis non ha segreti stai pur certo che se parla di velocità gli puoi credere. Se tutto sembra sotto controllo vuol dire che non stai andando veloce abbastanza. E quindi andiamo veloci. Ma barcollanti. In modo che un po’ di sudore freddo faccia capolino. Andare avanti per grazia di Dio. Una cosa tipo atterrare in una landa desolata e farsi il culo per non lasciarsi morire al sole, ecco. Di quelle cose che senti qualcuno che ti prende per mano e ogni tanto ti assesta un poderoso calcio in culo. Giusto per non farti perdere l’iniziativa. Oh, perfetto. Hai presente il mattino ha l’oro in bocca di Jack Torrance? Bene. Pieno Overlook Hotel nel centro della città ventosa. Solitudine e paranoia in mezzo a dieci cristiani che corrono scappano urlano. Che mi sembra di essere Dustin Hoffman in Rain Man. Paro paro, guarda. Dice, lo facessi apposta, ancora ancora. No. Proprio uguale. Questa spaventosa città ventosa. E criminogeni progetti di teletrasporto città ventosa – Otranto – concerto degli Stooges – città ventosa in un giorno ed una notte. Col culo sulla Z. Ieri l’ho messa al corrente dell’atto criminoso e s’è limitata a rispondermi sprezzante Anytime. Che mocciosetta già mi manca di rispetto. Ma che ci vuoi fare, non c’è più rispetto per l’anzianità. E intanto sotto silenzio sono diventati trentadue, me ne sono reso conto tre giorni fa e la cosa mi ha colpito con il dolore e la sorpresa di un calcio nelle palle. Già mi sento gli acciacchi addosso.  E mi frulla in testa una parola. Electrophonic Tonic. Ha a che fare con atti socialmente inaccettabili. Con gente cattiva, gente che non ride. Sogghigna. Non è seria. E’ strafottente. “Just a bunch of wild punks. Raising hell”.
 
 
Garantisce Mister TheGoblin | maggio 14, 2005 12:46 | commenti (11)


lunedì, 09 maggio 2005
 

E quindi grazie, ragazzi, auguri a tutti,e che questo nuovo anno possa essere più felice di quello che l'ha preceduto. Auguri, auguri a tutti. venite, abbracciamoci. Auguri, felice anno nuovo. Vi voglio bene, amici, vi vogliobene. Auguri, venite qui, brindiamo.

Come quale? il 2007, no? Dai, non scherzate,venite qui,abbracciatemi.Auguri,auguri, auguri.

In che senso se sono serio? Certo che lo sono.Auguri, ragazzi, buon anno nuovo....

Come? Ma che state dicendo? non è capodanno? Non è il 31 dicembre del 2007? Maddai.....non scherzate, abbracciamoci.

Il 9 maggio? 2005? Ma che dite? un'occhiata al calendario? Certo che la dò, burloni. Che facce dimerda che siete, amici.....vi voglio bene, auguri......ecco il calendario.....

Ah. Mi volete dire che oggi è il 9 maggio 2005 e non il 31 dicembre 2007?

Ma siete sicuri?

Ma sicuri sicuri sicuri?

Ah

Occhei, come non detto.

Scusate per il disturbo, è che mi pareva che fosse capodanno, ecco.

Scusate.

Ciao, eh?

Chiamatemi.

Non perdiamoci,mi raccomando

Ciao.

Si

Ciao.

Non è uno scherzo, vero?

Occhei,il9 maggio.

9 maggio

Vabbè.

Ciao.

Si, ciao

(....boh?)

Garantisce Mister TheGoblin | maggio 09, 2005 18:15 | commenti (11)


lunedì, 02 maggio 2005
 
Hey Jim, volevo chiederti una cosa. Com’è che tutti prima o poi ti domandano cose stupide tipo “cosa cazzo ne stai facendo della tua vita? “ oppure  “ perché ti ostini a gettare via la tua vita”? Vedi, anche io faccio domande stupide. Ma tu rispondimi lo stesso. Perché ti stai gettando via. Tuo fratello ha un lavoro, una vita, ha tutto quello che una madre potrebbe desiderare da un figlio. Per questo te lo chiedo. Ma tu continui a gettarti via. Volevo chiederti questo, Jim. Perché tutti continuano a farti queste domande stupide, Jim. “Perché continui a ciondolare da un bar all’altro tutto il giorno”, ti chiedono. Ti trascini come una trottola in giro, tutto il giorno, e non pensi al tuo futuro, ti dicono. E tu niente. Tu continui a ciondolare. Che figlio di troia, Jim. Mi sei simpatico, Jim, un simpatico figlio di troia. Ti chiedono cos’è che combinerai questa volta. Domande del cazzo, Jim. Domande stupide. E tu mi rispondi” Che posso dire?” e alzi le spalle. Proprio un simpatico figlio di troia, Jim.
(liberamente tratto da Jim Motherfucker dei Gaunt. Con la fondamentale collaborazione della versione dei New Bomb Turks).
 
 
Garantisce Mister TheGoblin | maggio 02, 2005 22:23 | commenti (5)



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