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venerdì, 31 marzo 2006
 

"'U cazzu 'nto culu ill' autri é un filu i capiddu" *

oppure

"Semu tutti ricchiuni cu culu i'll'autri" **

Non ricordo con esattezza chi disse che le rivelazioni migliori vengono in mente mentre al bancone del bar, immerso nei cazzetti tuoi a gustarti un superbo caffè alla mandorla, per sbaglio i discorsi dei tizi vicini ti giungono all'orecchio. Non ricordo chi fu, quindi c'é una seria possibilità che sia stato io stesso a dirlo, ma fa niente, la sostanza é uguale: Ti fai i cazzi tuoi e all'improvviso la rivelazione eterodiretta.

Che poi, volendo, sarebbe una specie di esprit d'escalier, che sarebbe come dire che la frase migliore, più arguta, più pungente, più calzante da dire, viene solo quando si é già sulle scale. E comunque. Oggi ho origliato discorsi di alto capitalismo. Di gente assolutamente insospettabile, della quale ho imparato a conoscere i parechi vizi e le quasi inesistenti virtù. Ho ascoltato involontariamente un'esaltazione - probabilmente inconsapevole, di certo involontaria - dei principi di Adam Smith.

Delocalizzazione.

Esternalizzazione.

Flessibilità.

Dividendi.

Management.

Quotazioni in borsa.

Merchant bank.

Primato del mercato.

Tutte queste belle parole.

Pronunciate con enfasi sospetta e degna di altre cause da gente che in uno scenario di mercato davvero libero camperebbero si e no quei dieci secondi necessari a farsi ridere dietro. Per i quali il capitalismo é un affare da foraggiare con i soldi e gli sforzi altrui. Gente il cui concetto di delocalizzazione è una società lussemburghese, un prestanome svizzero e un paio di conti sparsi tra Antille Olandesi e Isole Cayman, quando si opera entro i limiti della legge. Individui il cui rischi d'impresa si riduce al concetto di finanziamenti da arraffare a minchia piena, siano essi comunali, regionali, statali, europei, planetari, galattici e vaffanculo.

 E dopo avere fatto il pieno di stronzate mi sono guardato allo specchio. Ed ho visto - attenti al melodramma - il volto di una generazione il cui culo è stato delocalizzato, esternalizzato, reso flessibile, venduto, defraudato, inflazionato e infine sottoposto ai terribili colpi di cazzo di gente come questa. Gente che pratica il capitalismo con i soldi altrui, con le protezioni del potente di turno e scaricando le responsabilità altrove.

. E mi sono reso conto ancora una volta che la saggezza popolare non sbaglia mai.

(Traduzioni: *"La dimensione del cazzo inserito in un culo altrui è sempre pari a quella di un capello" - **"E' sempre facile giustificare atti d'omosessualità passiva quando il culo trapanato non è il proprio")

 

Garantisce Mister TheGoblin | marzo 31, 2006 19:16 | commenti (2)


venerdì, 17 marzo 2006
 
(C'è quella cosa, quello sfruculiamento interno, avete presente, no? Quello che in tempi più felici e spensierati mi faceva credere che avrei potuto un giorno fregiarmi di un titolo mondiale in una disciplina sconosciuta ai più, di quelle che si corrono in moto in posti dove nemmeno le capre si sognerebbero di avventurarsi.)
Tutto questo lo si mescola con avvenimenti di quelli che sotto il sole assumono connotati e valenze psicosomatiche: del tipo che il destino oggi volle che mescolassi la mia mezzora di cazzeggio con le ore sane di cazzeggio di Nonenti, che contestualmente malediceva il creatore per un'antenna vilmente trafugata, i cui responsabili, ne sono sicuro, saranno perseguitati da un sorte terrificante e troveranno conforto solo nel momento, comunque non troppo lontano, in cui andranno incontro a rovinosa morte: Ad un certo punto, complici anche le conoscenze tecniche della Uggy, si è paventata la possibilità di sfruttare l'energia elettrica provocata dai fulmini a scopi di difesa e tutela dei beni materiali di competenza territoriale del maniero di Nonenti.
(Quella scossa che mi diceva "si, fallo, non è alto, basta un po' di rincorsa e la manetta aperta in terza", e si concludeva inevitabilmente con la faccia per terra a manguiare terra e fango e la moto che continuava a ruzzolare per centinaia di metri in discesa, e fortuna che c'avevo un Bell Moto 5 a proteggermi la temeraria testa di cazzo che mi ritrovavo.)
 Tutto questo mentre, aspettando un cazzo di caffè per qualcosa tipo cinquanta minuti, abbiamo assistito ad un progressivo deteriorarsi delle condizioni climatiche, con il quale andava di pari passo il gonfiamenti delle mie ghiandole riproduttive: Poi tutto è rientrato, ma per una mezz'ora buona siamo passati dal normopallico all'orchite fino a sfiorare l'elefantiasi. Cose che succedono.
 (E' quel brivido che ti porta a guardare un'onda di quattro metri d'altezza che arriva dritta dritta dalla Grecia dopo seicento km di percorrenza, quel brivido che ti fa credere di potercisi ficcare dentro con un tuffo senza che ci siano conseguenze incompatibili con la vita. E lo facevo, di solito, con la pelle d'oca ed il cazzo a grattacielo, mi ci ficcavo dentro gridando KOWABUNGA o qualcosa di simile - più probabilmente gruidavo MINCHIAAAAA, ma non è questo il punto - o prima di essere sbatacchiato per trenta metri di spiaggia dai mulinelli ed emergerne in evidente carenza d'aria, sputacchiando acqua salata che si era introdotta nel mio organismo da qualsiasi orifizio disponibile ma con lo sguardo già lungo ad aspettare la prossima, con gli occhi sgranati, il ghigno da persona non normale e la lingua a penzoloni).
E questo venerdi 17 che mi vede monco di Alice che solo per metterla in moto mi ci vorrebbero i 925 euro che l'assicurazione mi vuole estorcere, presumibilmente a mano armata e volto coperto, questo venerdi che finalmente pare esserci il sole ma lo dico sottovoce altrimenti le divinità celesti mi sentono, smettono di fare merenda con le ghiande e riattaccano a far piovere, questo venerdi che sono persino di buon umore e tutto sommato nemmeno tanto sociopatico, questo venerdi che un bicchiere di vino alla mandorla prima di fare finta di lavorare mi corrobora la materia grigia portandola a quel piacevole stato gassoso che le ore te le fa scorrere tipo minuti. Questo venerdi.
(Quel fremito che sentirò quando mercoledi mattina mi presenterà davanti al mio capo e le dirò BaiBai, beibi, a mai più rivederci.)
Che ieri festeggiavo un anno in compagnia di Alice e non le ho nemmeno potuto regalare un paio di escursioni verso quei dodicimila giri che io e lei amiamo. Che alla fine è una di quelle cose, poche, che ti rendono sopportabili il periodo fitùso che mi inizierà - o finirà, dipende da un bel po' di cazzi - e mi vedrà uscire povero, malconcio, avvelenato ma almeno, vaffanculo, a testa alta: Altissima, diocristo. Proprio alla soglia del trentatrè anni, che se supero indenne questa ultima settimana non morirò prima di aver compiuto novantanove anni.
(E sorriderò beffardo. E avrò di nuovo il fremito di chi sta giocando col fuoco).
Ordunque. Sembriamo arrivati alla resa dei conti. La quinta in due anni, tipo, e la vendetta sarà cattiva ma cattiva assai, che Django mi fa un soffocone.
(Senza nemmeno un estintore a portata di mano).
Lunedi inaugurerò la Turbojugend Zancle.
 
 
 
 
Garantisce Mister TheGoblin | marzo 17, 2006 17:27 | commenti (7)


mercoledì, 01 marzo 2006
 

INTERVALLO:

( Dopo la spirale discendente delle sempre più orride divise della Nazionale, oggi il cerchio si chiude: la maglia che "pezza" l'ascella ancora prima di giocare.) 

 

Garantisce Mister TheGoblin | marzo 01, 2006 21:50 | commenti (10)



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