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giovedì, 31 agosto 2006
 

Egregio dottor Zuck,

la presente per ringraziarla della stima tributatami con l'inclusione di bop.splinder.com nei Macchianera Blog Awards 2006, quale miglior blog musicale. Sono felice che si sia ricordato di me.

Temo, però, di doverla deludere. Quello che penso sull'universo Macchianera l'ho esposto chiaramente alle 22.12 di un lontano (e, mi sembra di ricordare, afoso) lunedi 11 ottobre del 2004.

Sarebbe decisamente scorretto, oltre che assolutamente poco coerente, da parte mia, anche solo pensare di poter competere per un simile titolo. Questo tipo di gratificazione lo lascio volentieri ai vari Sasaki Fujica, The Petunias, allo stesso Macchianera, se proprio é il caso.

A leggere di musica, qui, in genere viene qualcuno a cui piace sentirmi farneticare su Ron Asheton, o su Mike Ness, o su Seiji Anno, o su Jeffrey Lee Pierce, o su Darby Crash. Gente a cui piace blaterare di moccioso 60's garage, gente che se per caso parlo di Firebird non reverse e fuzz face sa bene a cosa mi riferisco, gente che apprezza la monotonia di una No Fun, la narcosi di una Dirt, la furia di una Search And Destroy. Tutta roba che non credo interessi al lettore di Macchianera. La quintessenza dell'uncool musicale. E mi passi il termine uncool, che mi vergogno anche solo a pensarlo, ma che riconosco rendere bene il concetto. Per concorrere a quel titolo non ne ho nè i mezzi nè le qualità. Quando mi capita di scrivere dei Franz Ferdinand é solo per insultarli, la mia ironia é praticamente assente, il mio sarcasmo é di grana grossa, della parola understatement sconosco il significato. E, soprattutto,  non provo particolare piacere a masturbarmi davanti allo specchio.

In conseguenza di questo, e per una serie di altri argomenti che non elenco perchè mi rompo il cazzo, temo che quel premio, nella ipotesi remota al limite dell'impossibilità che io lo vinca, non possa proprio accettarlo. Nonostante l'eterna mia gratitudine che il suo gesto le riserverà. Torni con piacere a piangere insieme a noi le dipartite di Syd Barret ed Arthur Lee, a rantolare di Iggy Pop e di Misfits, a denigrare i Bloc Party e la perduta verve di John Spencer, a sproloquiare di Ramones e Social Distortion. Sarà sempre il benvenuto. Ci divertiamo con poco, qui.

Ossequi,

Bop.

Garantisce Mister TheGoblin | agosto 31, 2006 14:08 | commenti (9)


sabato, 19 agosto 2006
 

Morire

E rinascere dio.

Con quella voce in testa.

Quella voce, si, quella voce, quella che mi fa guardare il baratro da vicino, quella che mi fa digrignare I denti e mi fa sorridere, no, non sorridere, ghignare, si, ghignare, beffardo e psicotico, quella che mi suggerisce una reazione furiosa e ingiustificata, quella che mi fa rizzare il cazzo a grattacielo, quella che mi spinge verso il buco nero a calci in culo, quella che non posso controllare, e non voglio controllarla, di controllarla non ci penso affatto.

Quella voce, quella che si sente quando le sinapsi si chiudono e le zanne si sguainano, quando è tempo di Raw Power, quando mi esplode alla base del lobo temporale quella nota che solo io posso sentire, quel rumore bianco, definitivo, terminale.

Quella voce che mi rende malvagio e sprezzante, che mi fa sudare come in certi momenti intimi nei quali mi scordo di quei tre milioni di anni di evoluzione e torno uno di quei miei antenati che la donna la tiravano per i capelli e la ammansivano a colpi di clava.

Quella voce che mi scatena la riottosità, la voglia si sangue, quella voce che la ascolto con la lingua a penzoloni e gli occhi rossi, che mi fa sentire come un fottuto superman, senza mantello rosso e con i capelli corti e arruffati. E la basetta lunga e folta. Tipo marmottina sulla guancia.

Quella voce che mi suggerisce di afferrare il mondo dai capelli, cattivo, eroico, con la furia omicida che mi é stata inculcata dalla natura divina, e di piegarlo ai miei voleri.

Quella voce che mi comanda e non chiede mai scusa, che è capace di spingermi là dove nessuno è mai arrivato, all’orizzonte degli eventi, alla locanda alla fine dei mondi e poi indietro, quella voce che me ne fa combinare di inimmaginabili ed inenarrabili, e la prossima volta lo rifaccio e chissà com’è che sono ancora vivo e vaffanculo.

Quella voce che dialoga con la mia demenza e fa a pugni con i centosessanta abbondanti di q.i., che mi fa abbandonare la riva mentre davanti infuria la tempesta ed i lampi lambiscono la superficie, quella voce che si confonde con i tuoni e mi fa credere di essere Thor, quella voce che mi convince e che mi fa dominare la bufera, tremante, invasato e superuomo.

Eccola che arriva.

A ondate, come un flash da eroina.

Che mi annebbia la vista e mi solleva da terra, mi prende a calci proprio qui, nel plesso solare, dove fa più male, mi lavora ai fianchi per sfinirmi, mi colpisce sotto il diaframma, e mi toglie il respiro, mi toglie il respiro come quel bacio che durava anni, anni, anni, che non finiva mai perché io non volevo che finisse.

E non finiva.

Anni.

Che mi fa guardare il sole dritto negli occhi. E sfidarlo. A chi colpisce più forte. A chi ne ha di più. A chi arriva fino alla fine. E mi fa vincere.

Che mi fa fronteggiare un nuovo dio.

Che mi rende felino, che mi fa nascondere nell’ombra rendendomi invisibile, silenzioso e letale, che non mi fa provare pietà, che non mi fa sentire la fame né la sete, il caldo o il freddo, l’umiltà e la misericordia.

Niente.

Esisto solo io.

E nessun altro.

L'ultimo uomo sulla terra.

Con quella voce in testa.

Che mi fa andare più veloce della luce, come una canzone degli Zeke, e divento supernova.

Quella voce che mi grida dentro fallo, coraggio, esci  di scena con tutti gli onori del caso. Non a tutti è dato il privilegio di togliersi dalle palle con un boato. Giusto alle Supernovae. Meglio bruciare che spegnersi via, diceva quel canadese lì. E non aveva torto. Solo alle supernovae è dato il privilegio di togliersi dalle palle con una certa classe.

Quella voce.

Quella voce che oggi mi chiama. Mi chiama ancora.

E mi parla.

Lassù.

Si, lassù.

In cima.

Sali lassù.

E sii padrone del mondo.

Garantisce Mister TheGoblin | agosto 19, 2006 16:05 | commenti (8)


giovedì, 10 agosto 2006
 

 

Brothell Bop, the guitar slinger

Brothell Dom, the bass colonel 

The Australopithecus, the drumskin abuser

Jack The Ripper, the ivory tickler & organ grinder 

Tearin' down the stage with 101% Fuel Injected, Nitro Burnin', Hi-Energy, Low Down Shakin' Chills, Creepy, Top Secret ,Criminal Garage-Fuzz Rock'n'roll Action.

(Oh Yeah, All Right)

 

 

Garantisce Mister TheGoblin | agosto 10, 2006 02:30 | commenti (3)


domenica, 06 agosto 2006
 

Free Arthur Lee!

Meno di un mese fa Syd barret. Ieri Arthur Lee.

Arturlì.

Libero, finalmente.

Avranno il loro bel daffare là sopra, ad arginare la pioggia acida.

Garantisce Mister TheGoblin | agosto 06, 2006 18:12 | commenti (3)


venerdì, 04 agosto 2006
 

...this is Rock'n'Roll.  

(Qui e qui, nel caso in cui ve lo stiate domandando)

 

(da sin: uno sconosciuto, uno che vorrebbe assomigliare a Bop, un altro sconosciuto, uno morto)

 

 

 

Garantisce Mister TheGoblin | agosto 04, 2006 23:33 | commenti (2)


mercoledì, 02 agosto 2006
 
Ahem...




(l'acquisto di cui nessuno sentiva il bisogno)

Garantisce Mister TheGoblin | agosto 02, 2006 13:26 | commenti (3)



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