Le isole Eolie non sono un posto come un altro. Chi ci nasce ha sempre qualcosa di speciale.
C’è nato Franco Scoglio, tanto per dire. Un uomoche che dal niente prende una squadra di pellegrini, il glorioso e defunto ACR Messina, insegna loro cosa siano le palle inattive, prende a calci in culo chiunque incontri sul suo cammino, vince quasi un campionato di B e si inventa dal nulla un Totò Schillaci. Tanto per dire
Nelle isole Eolie c’è nato anche un certo Cristian Riganò. A Lipari, per essere precisi. E quindi qualcosa di speciale ce l’ha anche lui.
Christian Riganò è l’uomo che, ufficialmente, da ieri ha posto l’intera squadra della Reggina a pigrecomezzi, giusto perché sono un tipo educato e le volgarità ostentate non mi piacciono.
Mi hai caricato sulle spalle (a me, non al Messina. Parlo per me, parlo di me) e mi hai fatto assaporare di nuovo il gusto dell’avere il cazzo duro per quella seconda posizione in classifica, a pari punti dell’Inter, con una proporzione ridicola tra gli ennemila miliardi spesi da Moratti e le cento lire con le quali vi ha pagati Franza. A te, a De Vezze, a Masiello, a Cordova, a Rea, a Iuliano. Ed a Bruno Giordano.
Che non è che fino a quel quarantesimo del secondo tempo fosse proprio un derby memorabile. Piacevole si, che inculare il dirimpettaio è sempre una cosa simpatica.
Però a volte succede che Ivica iliev entra, inizia a seminare il panico tra centrocampisti e difensori della reggina e quando si stanca di palliare e ripallìare avversari ti mette la palla sui piedi. E che tu, Christian Riganò, ti prendi d’invidia, mandi affanculo le leggi della fisica trasformandoti da quel metro e novanta da wrestler in ballerino da Bolscioi, ti fai possedere dallo spirito di Garricha, inizi a muovere millimetricamente quella palla tra le gambe di due poveri, malcapitati difensori reggini e poi concludi crocifiggendo il portiere come poteva permettersi di fare solo il buon Marco Van Basten.
E insomma priapismo & polluzioni.
Avvertire quella sensazione di risucchio nella prepotente convessità della regione pelvica.
Costringere per due volte il portiere della Reggina a raccogliere la palla dal fondo della rete è uno di quei gesti che ti assicureranno per sempre un posto qui, dove c’è quel muscolo che pompa e pompa e pompa sangue. E anche all’altro muscolo, che pompa ma non sangue.
Christian Riganò.
Di te ho apprezzato l’assenza di remore nel metterla anche violentemente in culo al Messina quando i colori della maglia che indossavi non erano giallo e rosso. Lo stipendio non l’hai mai rubato. Perché chi cresce ed invecchia con la prospettiva di costruire case mattone su mattone sa quale è il vero valore del denaro. Chi cresce imparando a mangiare merda in serie C2 con l’Igea Virus di Barcellona Pozzo di Gotto sa che col pallone tra i piedi non si coglioneggia troppo. La si butta dentro e via, pochi fronzoli. Seghe zero, azione mille.
Bravo Christian.
Messinese di Lipari.
St’anno fammi divettiri, piffaureddu.
(E vidi chi sabutu giucamu contro u ‘ngarania. Menza parola)
Ci sarebbe da farne un'approfondita ed esauriente analisi sociologica, ma mi limito alle conclusioni che ne trerrebbe chiunque, tranne, forse, il pubblicitario che l'ha studiata e qualcuno di quegli esseri coi nomi strani ed i doppi e tripli cognomi che regge le sorti dell'azienda:
LA NUOVA PUBBLICITA' DELLA FIAT E' DI UNA TRISTEZZA SCHOPENHAUERIANA.
Spero non ci sia bisogno di spiegarvi perchè.