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venerdì, 28 settembre 2007
 

Per quanto mi riguarda, uno che corre su di una rossa col numero ventisette, ha già vinto in partenza.

Uno lo chiamavano l'Aviatore. L'altro lo chiamano Rolling Stoner. Perchè niente accade per caso.

Non accade per caso che un pilota che ogni gara almeno due volte dava musate all'asfalto, almeno due voltre tra prove cronometrate, prove libere, warm up e gara, si rompeva le corna per terra facendo sacramentare i meccanici, ad un certo punto inizi a rompere culi a destra e a manca. SOnoramente. Fino a vincere un campionato del mondo. A dominarlo. Senza possibilità d'appello.

Non accade per caso. Non accade per caso che gli affibino il nomignolo simpatico ma poco lusinghiero di Rolling Stoner. Che adesso nessuno sembra più ricordarlo, una volta vinto un campionato del mondo. Ma Rolling Stoner non ci si viene soprannominati per caso. Niente accade per caso.

Probabilmente non sarebbe accaduto per caso nemmeno nel 1982, se non fosse che il caso, quello che fa o non fa accadere le cose, sulla traiettoria di un proiettile rosso col numero 27 fece materializzare la March di Jocken Mass. Aveva il numero diciassette, la March di Jocken Mass. Non un numero a caso. Il diciassette. E insomma, il primo, l'originale Rolling Stoner, che proprio nel 1982 avrebbe potuto consacrarsi come il campione che tutti sapevamo che fosse, finisce la sua corsa sfracellandosi sulle recinzioni dopo essere stato catapultato nello spazio dalla March numero diciassette. Senza più un bolide rosso attorno. Solo macerie che una volta erano una Ferrari 126 c2, distanti cento metri. Il proiettile rosso numero 27. Erano le due meno dieci. A Zolder, in Belgio.

Era l'8 maggio, ed il piccolo Bop avrebbe dovuto sancire la definitiva entrata nelle grazie del Signore con la prima comunione, il giorno dopo. Il piccolo Bop che credeva che ormai lui ed il Signore fossero amici, il piccolo Bop che lo interpella, intercede presso di lui perchè risparmi ancora una volta, l'ennesima, la pellaccia all'Aviatore. E invece cazzi. L'Aviatore decolla per l'ultima volta poco prima delle dieci di sera. Ed il piccolo Bop apre gli occhi su determinati fatti della vita. E conclude che no, col cazzo che l'indomani prenderà la prima comunione. Certi sgarri non li digeriva nemmeno allora, il piccolo Bop.

Quel colore rosso, quel numero ventisette non sono un caso. Non possono esserlo. Quel correre sempre un passo più della paura, quel guardarla negli occhi e riderle in faccia, alla paura, quello sfidare le leggi della fisica  ben oltre l'irreparabile e poi alzarsi, scrollarsi la polvere di dosso, rientrare ai box con la carogna addosso, più di prima, non può essere un caso.

Non può essere un caso l'assoluta mancanza di timore. Che quando si abbassa la visiera del caso, lì si vede chi ha il polso più snodato o il piede più pesante. Quando si abbassa la visiera non c'é più l'uomo. C'é solo il pilota.

E quindi complimenti, Casey.

Ventisette, rosso.

Per me avevi vinto ancora prima di aver iniziato la stagione.

Garantisce Mister TheGoblin | settembre 28, 2007 15:22 | commenti (3)


mercoledì, 26 settembre 2007
 

6x6=150

(E cu voli capiri capisci)

 

Garantisce Mister TheGoblin | settembre 26, 2007 19:01 | commenti (4)


lunedì, 24 settembre 2007
 

Ti cresce nello stomaco come un'ulcera, la rabbia per quei dieci minuti di conversazione sgradevole.
Dieci minuti di luoghi comuni e attacchi/difese da poverini, da pezzalculisti, da gente che ha comunque qualcosa da nascondere, da gente che vive, come si dice a Oslo, " a mucciuni i ddiu". Di nascosto da Dio.
Io, che ancora sono convinto che facciano il tifo per noi, che abbiano voglia di sapere come cazzo vanno le cose, perchè invece vanno in tutt'altra maniera e di chi é la responsabilità.
No.
Un paio di palle.
Il tiro a segno va bene solo se non ci sono mai colpevoli, se si spara nel mucchio, se si racconta la malefatta ma non il responsabile.
"Futtiri ca pizza ill'autri", si dice. Fottere con la minchia degli altri. Detto di  Stoccolma, mi pare di ricordare.

Perchè se fai notare le cose così come stanno sei qualunquista, ma se le circostanzi e fai nomi e cognomi fai pettegolezzo.
Se stai zitto sei omertoso, ma se ti indigni e racconti fai sensazionalismo.
Se tralasci le verità scomode sei venduto ed asservito al potere, ma se quelle verità le spiatteli, in neretto, con nome, cognome e dieci righe di spiegazione diventi un uomo da due soldi che getta fango su chi non c'entra.
Sei pericoloso.
Destabilizzi.
Non ti fai i cazzi tuoi.

Te la fa crescere dentro come un'ulcera, la rabbia, quella voce che spara cazzate su argomenti dei quali non ha nessuna idea, che sentenzia per sentito dire, che tenta un'improbabile difesa e poi minaccia denunce. Che se non fossi una personcina educata al rispetto ed alla tolleranza invece che alla violenza ed alla sopraffazione cimn sarebbe stato da tagliarle la gola seduta stante e pisciare sui resti sanguinanti, altro che farle cortesemente notare che al massimo te la poteva sucare a quattro mani. Altro che denuncia.
Perchè si, certo, il mondo é una merda, ma ci dobbiamo arrangiare in qualche maniera, no? I rivoluzionari. Dei miei coglioni. Quelli del benaltrismo, quelli che i cattivi non hanno mai nome e cognome, quelli che il responsabile é sempre il palazzo, la sigla, il Moloch che non esiste. Mai una persona, specie se per vie traverse la si conosce.

E' la rabbia che ti cresce dentro come un'ulcera, che la sera prima tendevi a fottertene ad altissimi livelli e invece no, si insinua qui dietro, nella corteccia e rode, rode come un tarlo. E ti infelicita i sabati, le domeniche, i lunedi mattina.
E ti fa sospirare. E domandarti a chi serve. E perchè serve. E tutto il resto.

E quei trenta minuti a camminare con la testa bassa e la musica nelle orecchie, con le mani in tasca strette a pugno e le labbra serratissime, con la rabbia che cresce come un'ulcera ed il marciapiede che ti si sgrana davanti agli occhi mentre pensi agli inenarrabili cazzi che hai per la testa,  sembrano all'improvviso così inutili.

No, non fanno il tifo per noi. Nessuno fa il tifo per noi perchè nessuno é innocente. Nessuno fa il tifo per noi perchè uno scheletro nell'armadio, per via diretta o per via traversa, lo custodisce praticamente chiunque. E se glielo fai notare, in grassetto e dieci righe di spiegazione, diventi il nemico. Perchè le bandiere di lotta, e le sigle alle quali si aderisce, e le ideologie falsate e le barricate servono solo a liberarsi la coscienza.
La vita é altra. E vuol dire scendere a nauseabondi compromessi ed indignarsi se qualcuno te lo fa notare.
In grassetto e dieci righe di spiegazione.
Potere di un nome sulla carta.

Sono gli amici ad orologeria.

Quelli che si assottigliano sempre di più man mano che il tempo passa e gli ossari vengono alla luce dal fondo degli armadi.

Aveva ragione lui.  Molti nemici, molto onore.

(Social Distortion, Down here With The rest Of Us, The Clash, Death Or Glory, The Replacements, Left Of The Dial, Psychedelic Furs, Heartbreak Beat. E' tornato l'autunno.)

Garantisce Mister TheGoblin | settembre 24, 2007 14:48 | commenti (3)


lunedì, 17 settembre 2007
 

Verrà, quel giorno.
Verrà il giorno, e sarà accompagnato dalla musica degli Stooges, a volume terminale.
Verrà il giorno in cui mi attaccherò ai cancelli del Paradiso, cercando di svellerli e chiedendo conto e ragione di tutto quello di cui si deve chiedere conto e ragione.
Quel giorno arriverà, e ci saranno gli Stooges.
E tutto il resto non conterà più un cazzo.

E Dio mi darà ragione.
Capirà il mio punto di vista e lo farà suo, cazziando San Pietro, gli arcangeli e tutti gli yesmen celesti dei quali si é circondato per millenni.
Tornerà quel Dio coi controcazzi che era ai tempi del vecchio Testamento.
Quello che non esitava a sterminare un'umanità che non meritava di vivere e salvava solo gli animali.
Quello che se gli tirava il cazzo ti ordinava il sacrificio di tuo figlio e tu zitto, lo sacrificavi e lingua nel culo, che a Dio non gli si poteva dire niente. Che poi lo faceva per metterti alla prova, tuo figlio lo salvava e ti ricompensava.
Quel Dio che se al suo popolo gli rompevi i coglioni prima ti mandava le piaghe e poi ti affogava nel Mar rosso. COsì, tanto perchè capissi che non si coglioneggiava, con Dio.
Quel Dio giusto e vendicativo, che per i buoni erano premi dopo i sacrifici, e per i cattivi erano cazzi amarissimi. Ma in vita, non dopo. Quella della ricompensa dopo essersi fatti il culo in vita é una pratica merdosa introdotta dal Figlio, che probabilmente era in buona fede, ma che di danni ne ha provocati a mai finire.
Che si sa, i figli non sono mai all'altezza dei padri. Tipo Enzo Ferrari e Piero Ferrari. Altre storie, altra pasta.
Basta con queste indulgenze, con questa carità un tanto al kg, con questa storia del pentimento. Espiazione, sudore e sangue. E ricompensa, eventualmente. Come ai vecchi bei tempi.
E che tutti si assumano le proprie responsabilità. E non le deleghino ad un prete o ad un segno della croce o a cinque Ave maria.
Punizioni per chi le merita, e Paradiso per chi lo merita. Ma subito. Prima in terra. E poi in cielo. Altrimenti calci in culo. Piaghe, carestie, cavallette e diluvii universali.

I buoni da una parte ed i cattivi dall'altra.
Chi ha improntato sempre i suoi rapporti, tutti i suoi rapporti, alla correttezza e chi invece ha cercato violentemente di metterla in culo al prossimo, chi ha predicato bene e razzolato bene e chi ha fatto lo stronzo col sorriso caritatevole, chi ha inseguito la verità e chi la verità se l'é costruita a suo uso e consumo spacciandotela come l'unica. Ben separati, i primi al di qua della linea, i secondi lì, al centro di un cazzo di enormi bersagli, a tremare, mentre Dio crea fulmini e fuoco e zolfo e cavallette e tutto il resto.
Senza sconti.
E soprattutto senza preti.
Senza vaticano.
Che Dio lo sa quello che avete in mente e nell'anima, miserabili pezzi di merda. Dio lo sa.

Forza Dio, io sono con te.
Facciamolo,  st'accordo, io sarò la mano che guiderà i tuoi fulmini.

Verrà quel giorno, e Dio risterminerà l'umanità, stavolta selettivamente. 
E tutt'intorno risuonerà 1970 degli Stooges.


Garantisce Mister TheGoblin | settembre 17, 2007 18:15 | commenti (15)


lunedì, 10 settembre 2007
 

Ci fosse Bruce Springsteen sarebbe tutto più facile. Due stracci, la chitarra, il giubbotto di pelle, qualche disco, due libri e via, a pestare sul gas di quella Pontiac, che non gli fai male, al gas, a pestarlo.
E via.
Dove, non si sa. Lontano. In cerca di qualcosa di meglio. Che arriva sicuro, nelle canzoni di Bruce Springsteen. Perchè già lasciarsi qualcosa alle spalle é qualcosa di meglio. Passi lunghi e mai guardare indietro.
Non é una fuga. Tutt'altro. Scelte, prese di coscienza, decisioni, coglioni di ghiaccio. Cose di questo tipo. Che tanto non cambia niente, quindi di affannarsi non ne vale la pena. E si va. Sempre che tu sia Bruce Springsteen.

I cazzi arrivano quando ti rendi conto che non lo sei. Quando ti rendi conto di essere circondato, che ogni possibilità di fuga é un argomento fuori discussione, un'ipotesi risibile.
Sempre loro, e sempre noi. Circondati. Quando ti accorgi che i "loro" sono in mezzo a noi, ecco, quando te ne accorgi forse é il caso di considerare che si, Bruce Springsteen aveva ragione.
Manca solo la Pontiac. E lasciarsi dietro tutto il veleno che si é cercato di ingoiare, che Mitridate sarebbe morto all'istante in due minuti.
Ecco. Facciamo che abbiamo scherzato. Facciamo che abbandoniamo la spaventosa città ventosa, sulle sorti della quale ci siamo fatti tanti pompini, tante seghe e tanti sessantanove che nemmeno Cicciolina. Facciamo che ce la mettiamo alle spalle, che le poniamo una lapide sopra, che ne seguiremo distrattamente le gesta attraverso i trafiletti, scuotendo ogni volta la testa con rassegnazione. Senza farsi venire il pizzicore qui, proprio sopra il diaframma. Ed il groppo alla gola. Senza più pensare come sarebbe stato diverso se solo.
Facciamo che la città ventosa la abbandoniamo al suo destino. La abbandoniamo ai rapaci, a chi si indigna un tanto al kg, a chi fa il forte coi deboli e il debole coi forti, a chi "fotte con la pizza degli altri", a chi fa il frocio col culo degli altri, a chi lecca il culo e a chi ghigna.
Che le coltellate alla schiena fanno più male delle fucilate in faccia. Molto più male.
Cazzo vostri. A me, personalmente, non me ne fotte più un cazzo.
Voglio solo una Pontiac.
Una cazzo di Pontiac.

Facciamo che abbiamo scherzato.
E che da domani ci si inizia a guardare intorno. Ed a cercare una cazzo di Pontiac.

(Come ieri, e come sempre, vai Daniele, non mollare. Ma sul serio)

Garantisce Mister TheGoblin | settembre 10, 2007 17:42 | commenti (8)


giovedì, 06 settembre 2007
 

Loro sono troppi e noi non siamo mai abbastanza.

Loro sono forti e noi abbiamo le pezze al culo. Loro sorridono a trentadue denti, noi al massimo possiamo permetterci un ghigno. Però soddisfacente. Almeno quello.
Loro sono organizzati e noi sembriamo l'esercito italiano in Russia.
Loro hanno i soldi, soldi veri, e noi arrivati al quindici del mese iniziamo a grattarci la testa per farci venire qualche idea ed a mangiare noccioline.
Loro vestono abiti da duemila euro, noi ci gettiamo sulle spalle giubbotti di pelle male in arnese.
Loro parlano a voce alta, noi sussurriamo.
Loro hanno la macchinona, noi l'utilitaria con dieci anni e centosettantamila km alle spalle. Ogni tanto anche una Kawasaki Z 750. Ma solo ogni tanto. E fortunato io che posso guardarla e sorridere a sopracciciglio sollevato.
Loro manovrano le leve e premono i bottoni, noi cerchiamo di sabotare i circuiti. Quando ci riusciamo sono soddisfazioni. Soddisfazioni di quelle che restano dentro, e cancellano i tremendi calci in culo che la sorte altrimenti ci riserva.
Loro hanno la forza, noi abbiamo l'acume.
Loro si accaniscono con la spada, di piatto. Noi stocchiamo di fioretto.
Loro Tyson, Noi Cassius Clay.
Loro calcolano, noi ci lanciamo in battaglia a cuore pieno e sublime abbandono.
Loro Michael Schumacher. Noi Gilles Villeneuve.
Loro non hanno eroi.
I nostri si chiamano Pippo Fava, Beppe Alfano, Cosimo Cristina, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro De Mauro, Mauro Rostagno, Giovanni Spampinato.
Loro amministrano, propongono, dispongono, ordinano, eseguono. Noi scriviamo.
Loro hanno il consenso, ma noi abbiamo chi fa il tifo per noi.
Loro hanno le truppe corazzate, noi abbiamo la brigata in trench.

Loro sono troppi e noi non siamo mai abbastanza.

Però, vaffanculo, noi abbiamo la penna.

Loro ci guardano e non ci vedono, noi puntiamo gli occhi su di loro, dritti in faccia, e spunta il ghigno.

Sappiamo chi siete.

Sappiamo cosa fate.

Siamo pochi, ma abbiamo le palle cubiche con gli spigoli che fumano.

Siamo male in arnese, abbiamo le pezze al culo, siamo ridotti da fare schifo. Ma non abbiamo niente da perdere. E la minchia, perdio, quella ce l'abbiamo dura. Durissima. Viola, quasi, dalla mpressione. E non aspettiamo altro che potervela scaraventare nel culo. Più a freddo é più ci divertiamo. Proprio mentre elargite sorrisi e veleno. Noi siamo lì. Davanti a voi. Non ci vedete, ma noi vediamo voi. Non ci conoscete, noi sappiamo chi siete e cosa fate. Ne sappiamo sempre una in più. Siamo piccoli e deboli, ma siamo tanti. E coraggiosi. E pure incoscienti. 
E siamo qui. Puttanaeva se siamo qui.

Come ieri, Forza Lirio, non mollare.

Garantisce Mister TheGoblin | settembre 06, 2007 15:22 | commenti (8)


mercoledì, 05 settembre 2007
 

Forza Lirio.



Non mollare.

 

Garantisce Mister TheGoblin | settembre 05, 2007 23:55 | commenti (1)



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